Lezioni di Disinformazione: La scienza sfida Dio 16


Non credo ai complotti, per cui sono convinto che non ci sia alcuna relazione tra la sentenza della corte costituzionale sulla legge per la procreazione assistita e i due episodi che, immediatamente dopo, hanno drammaticamente messo in evidenza come sia complesso operare secondo scienza e coscienza in ambiti così delicati quali il desiderio di diventare genitori, in presenza di patologie riproduttive, e quello radicalmente opposto di abortire una gravidanza già in essere. Ciò nonostante, è mia opinione che la stampa più vicina a chi vorrebbe la vita regolata dalle ideologie piuttosto che dalla ragione (ascrivendo alla categoria ideologica anche le discipline religiose la cui spiritualità si estrinseca posponendo oltre la morte il premio per una condotta retta) non si sia fatta scappare l’occasione di correlare eventi clamorosamente indipendenti pur di stabilire i collegamenti subliminali attraverso i quali si forma opinione a prescindere dai fatti.

La scienza non è esente da rischi. Questo è vero nel campo della biologia, della medicina, ma anche in quello della fisica, dell’ingegneria, delle discipline militari. La scienza è il tramite per il quale uomini consapevoli e formati cercano di sottrarsi al totale arbitrio del caso e del destino, introducendo metodologie che si evolvono col tempo e che devono tener conto dell’infinita successione di fattori che la complessità del mondo in cui viviamo dispone lungo la strada ostacolando un cammino già di per sé faticoso.

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Cercare di risolvere scientificamente un problema comporta un’assunzione di responsabilità la cui entità appare, a volte, insostenibile. Progettare, sintetizzare e diffondere un nuovo farmaco, usare un bisturi per intervenire sul cuore di un bambino, programmare un sistema di guida automatica sono indispensabili atti di coraggio di cui fruiamo senza farci problemi o porci domande.

La disciplina, il metodo, il perfezionamento delle procedure sono gli strumenti per ridurre i rischi e rendere la vita di tutti migliore e più consapevole. Chi cerca di convincerci che la scienza, sfidando Dio, se lo rende nemico, si comporta come quelli che hanno preteso, per secoli, di ignorare realtà evidenti per via sperimentale solo perché sui loro libri loro pensavano che ci fosse scritto il contrario. Le prime pagine dei manuali di disinformazione sono state scritte da loro e loro, in questo campo, rimangono gli indiscussi maestri.


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