La percezione indiretta: quello che pensano di te. 26


Ognuno di noi ha la sua opinione di se stesso. Su questa materia non si può mettere lingua perché attiene a discipline che alcuni considerano scientifiche altri ascrivono alla ciarlataneria. Però, analizzando la comunicazione che ci viene rivolta spesso possiamo intuire quale opinione di noi si è fatta il nostro interlocutore. A titolo di esempio possiamo valutare il modo con cui i tre maggiori schieramenti politici italiani si rivolgono al proprio elettorato nell’imminenza delle elezioni.

Partito Democratico: Dopo un inizio esuberante della nuova gestione Renzi che per qualche settimana è stato onnipresente, brillante e aggressivo, nei fatti si è oggettivamente visto poco. Ed è per questo che dalla proposta frizzante si è passati al vittimismo, l’ultima risorsa del debitore che vede palesarsi i creditori e non ha di che pagare.

Gli avversari “gufano”, in parlamento si “osteggiano le riforme”, i miliardari “schifano gli 80 euro al mese”, il governo mette on line le sue dichiarazioni dei redditi e “chiede l’aiuto dei suoi elettori” (rasentando la perniciosa lamentazione con inopportuni riferimenti alla povertà dei ministri). Insomma, in questo momento il Partito Democratico pensa che il proprio elettorato sia composto da persone abbastanza per bene che sia possibile agganciare modulando la comunicazione sulla frequenza del “E’ vero, non siamo perfetti, ma noi siamo i meno peggio del mazzo”. Il PD, ancora una volta, pesca nel bacino politicamente corretto e perbenista del “menopeggismo” che teme il cambiamento e vive sospeso in una Sindrome di Stoccolma perenne.

Cattura

Movimento Cinque Stelle: Il Movimento Cinque Stelle si rivolge ad una platea elettorale estremamente composita il cui unico collante è quello di ritenere la propria istanza primaria ed ineluttabile. Mi spiego: più che una finalità comune, il M5S incarna decine di finalità che, in massima parte, sono sostenute da persone che vedono come essenziale la loro singola istanza e a quella battaglia si dedicano totalmente trascurando ogni altra cosa. In pratica, il M5S è un grande collettore di estremismi singolarmente sostenuti ai limiti del fanatismo. Per questo, nella sua comunicazione, il M5S non può essere mai specifico su nulla e si deve tenere sulle generali. E’ ovvio che tutti vorremmo “eliminare gli agenti tumorali e patogeni nell’atmosfera e nella catena alimentare” è un po’ come dire che “tutti vorremmo un’estate perenne”. E’ una finalità condivisibile, ma non può essere specificata perché qualcuno la legga come lotta alle scie chimiche, qualcun altro come opposizione alla TAV, alcuni alle lobby finanziarie e qualcun altro ancora come mitragliate ai barconi degli extra comunitari. In ogni caso, il M5S pensa che il suo elettorato sia composto da persone che non si interessano al come, ma solo al cosa. Insomma, degli idealisti un po’ coglioni innamorati del problema più che consapevoli della fatica necessaria per raggiungere effettivamente la soluzione.

Forza Italia: Essendo questa l’unica formazione politica veramente personalista in Italia, una sorta di emanazione politica della concezione di vita del suo fondatore, vede i suoi elettori esclusivamente attraverso la triste lente della senescenza di Silvio Berlusconi. Oggi Forza Italia non si rivolge più all’egoista che vuole arricchirsi, godersi i quattrini facendo la bella vita e, possibilmente, non pagare tasse (il ritratto del Berlusconi di 30 anni fa), ma parla ai vecchietti di tutte le età sull’onda della paura e delle malinconiche manie della senilità. Non si può spiegare altrimenti una campagna modulata quasi esclusivamente sull’assistenza medica per gli animali di compagnia, la soggettivazione di Dudù, i timori di “disordini nelle piazze” e la patetica manfrina della relazione con la signora Pascale (occasione per riesumare il termine “fidanzamento” morto già nei tardi anni settanta). Forza Italia è la versione 2.0 del partito dei pensionati con l’upgrade mediatico delle grazie della signora D’Urso, non a caso una icona sessuale del genere “mature“.

Hai twitter? Che ne dici di seguirmi?



Grazie

 

C’è, infine, da osservare un interessante fenomeno. Ponendosi la domanda: ma se io voto il partito X ed il partito X si rivolge alle persone della tipologia Y, appartengo io veramente alla tipologia Y?
La risposta sarà quasi sicuramente no. Ognuno di noi troverà decine di altri motivi per votare il partito X e non ascriversi alla categoria Y. Esiste,a mio parere, una spiegazione fisica per questo ed attiene all’incapacità di un sistema comunque complesso di esprimere una valutazione oggettiva su se stesso. Purtroppo, il contatore della noia di questo post è già andato fuori scala per cui rimando la trattazione ad una successiva occasione.


26 commenti su “La percezione indiretta: quello che pensano di te.

I commenti sono chiusi.