Fenomenologia degli Insospettabili


Questo post non è tutto farina del mio sacco. Qualche tempo fa mi sono imbattuto in una discussione in un gruppo facebook dal quale le considerazioni che seguono traggono ispirazione. Purtroppo, non ricordo i nomi dei partecipanti che, se si dovessero imbattere in queste pagine, sono pregati di palesarsi per raccogliere il meritato riconoscimento.

L’universo è così complesso che per spiegarcelo abbiamo bisogno di ricorrere al pregiudizio o al preconcetto. Tutti, anche i più virtuosi, tendono ad appigliarsi a questi puntelli, benché spesso non faccia piacere ammetterlo. Pregiudizio e preconcetto sono fenomenali strumenti nelle mani di chi si occupa di comunicazione. Si può sfruttare il pregiudizio per raccogliere intorno a sé il consenso di chi nel pregiudizio si riconosce pur senza ritenerlo tale, oppure, cosa sempre più di moda, si possono solleticare le legioni di coloro sempre pronti a combattere i pregiudizi degli altri, ma incapaci di prendere atto dei propri.Cattura

Nella semiotica della comunicazione, si riconoscono dei pattern talmente consolidati, che sfuggono ad una vera e propria valutazione critica del lettore, ma vengono incamerati automaticamente ed assimilati senza alcuna azione digestiva a livello intellettuale. Un esempio è la definizione di “insospettabile”. Nella categoria, secondo i giornali, vengono inseriti automaticamente politici, professionisti, benestanti o semplicemente coniugati. Ma perché essere sposato, politico, benestante o avvocato, magari tutto insieme dovrebbe qualificare una persona come “insospettabile”? E chi non appartiene a nessuna delle categorie menzionate è automaticamente “sospettabile”?
Senza contare che le cronache ci raccontano quotidianamente come le predette categorie sono sovente protagoniste dei peggiori scandali, reati, abusi di potere. Per quale motivo rimangono inossidabilmente “insospettabili”?
E’ evidente che già ad una superficiale analisi critica, la definizione di “insospettabile” appare pretestuosa e ingiustificabile.

La stratificazione in classi di una società non si esplica solo attraverso le leggi ed i regolamenti, ma anche e soprattutto attraverso il recepimento inconsapevole ed acritico di una tassonomia sociale nella quale, per tramite del pregiudizio, ciascuno di noi è imprigionato come una mosca nell’ambra. Solo il meccanismo dell’analisi critica può aprire una falla in questo efficiente sistema di dominazione.